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Umbria: una breve Storia (prima parte)

Scopri con noi l'affascinate storia dell'Umbria

NOTA INTRODUTTIVA A UNA BREVE STORIA DELL’UMBRIA

La conoscenza di una Regione – dei suoi caratteri sociali ed economici, della sua cultura civile e religiosa, della sua gastronomia e del suo artigianato, della struttura urbanistica e della toponomastica delle sue città, delle sue feste e delle sue sagre, del suo paesaggio rurale e, particolarmente importante per noi, del suo patrimonio artistico – non è possibile senza ripercorrere le tappe e i momenti più significativi della sua storia. Ciò vale in modo particolare per l’Umbria. Infatti, per avere una efficace comprensione della sua storia occorre utilizzare un paio di chiavi interpretative, senza le quali si rischierebbe di “smarrirsi” nel percorrere le complesse, e spesso disarticolate, vicende politiche che hanno riguardato quell’area geografica e amministrativa, dai confini oggi ben definiti, che noi chiamiamo Umbria. È il risultato che intendiamo conseguire con questa breve ma fondamentale nota introduttiva.

  • Occorre innanzi tutto precisare che, fino alla metà del XIX sec., l’attuale Umbria non ha avuto una storia “unitaria”. Infatti, fin dall’VIII-VII sec. a. C. questo territorio è stato costituito da due  aree, distinte non solo da un punto di vista geografico, ma anche culturale, linguistico, economico e, spesso, politico: una a occidente del Tevere, inizialmente abitata dagli Etruschi e coinvolta più direttamente nelle vicende delle confinanti popolazioni tirreniche, in particolare della Toscana; l’altra a oriente del Tevere, abitata originariamente dagli Umbri, più aperta verso l’Adriatico, ma non tanto da superare completamente un certo isolamento, favorito pure dall’Appennino umbro-marchigiano. Questo dualismo – a parte l’eventuale carattere unificante della sua marginalità politica ed economica e del rapporto città/campagna proprio della imperante mezzadria – ha segnato la storia dell’Umbria e delle sue città, anche nei periodi nei quali l’intero suo territorio è stato sotto un unico potere politico, come durante il dominio di Roma: a occidente Perugia, da protagonista principale, e Orvieto; a oriente, tra le altre, Gubbio, Todi, Assisi, Spello, Foligno e, molto più importante di tutte, Spoleto. Una terza, ma meno significativa area perché più sensibile all’influsso diretto di Roma e del Lazio, è stata la Sabina, a sud-est, oltre il fiume Nera, con le città di Terni, probabilmente fondata verso la metà del VII secolo, e Norcia. La stessa evoluzione, conclusasi nella prima metà del XX secolo, del significato geopolitico attribuito al termine “Umbria” è espressione coerente di questa storia frammentata e disomogenea, che non ha evitato, soprattutto nel periodo comunale, conflitti tra città appartenenti allo stesso ambito. Tutto questo spiega perché ci sia carenza editoriale di Storie complessive dell’Umbria preunitaria, mentre numerose sono quelle relative alle singole città e realtà subregionali.

[Nel corso di questa nostra breve Storia, il termine “Umbria” verrà, inevitabilmente, usato con significati geopolitici diversi e non sempre esplicitamente indicati. Sarà il contesto a indicare senza equivoci il significato corretto].

  • Una seconda chiave interpretativa è data dal fatto che l’Umbria, prima dell’Unità d’Italia, non ha avuto una storia “sua”, nel senso dell’autonomia politica, libera da un potere “altro”, esterno alla Regione. D’altronde quante Regioni italiane sono state le sole o le principali protagoniste del proprio destino? Tuttavia, la subalternità non ha significato per le diverse aree e città dell’Umbria accettazione passiva e acquiescente non solo delle decisioni politiche che le venivano imposte, ma anche dello stesso potere venuto da “fuori”, ripetutamente contestato e/o rifiutato con rivolte più o meno violente. È ovvio, come vedremo più oltre, che questo rapporto tra il “noi” e gli “altri” ha avuto nel corso dei secoli un’articolazione differenziata, da area ad area e da città a città, anche in relazione alla politica dei governanti, alle condizioni specifiche delle popolazioni governate e alle particolari caratteristiche dei periodi storici. Nel corso dei secoli e fino all’Unità d’Italia sono emersi, tra i tanti altri, tre protagonisti principali, che hanno segnato profondamente anche la storia dell’Umbria ad essi successiva: i Romani; i Longobardi e la Chiesa. Ma un ruolo di notevole importanza hanno avuto anche le città, in particolare Perugia a occidente e Spoleto a oriente del Tevere.

LA PREISTORIA

Il territorio dell’Umbria è stato sicuramente abitato dall’uomo a partire da epoche remotissime. Lo attestano i ritrovamenti di oggetti, sia pure rozzamente lavorati, del Paleolitico (oltre 10.000 anni a. C.) e altri più raffinati del Neolitico. D’altronde, tutta la regione umbra disponeva già delle condizioni ottimali per gli insediamenti umani: abbondanza di acqua in superficie e una vegetazione molto più ricca e diffusa di quella di oggi.

Le principali località di questi ritrovamenti, che riguardano pietre levigate, si trovano nell’area circostante il lago Trasimeno e in quella di Perugia, mentre nell’Appennino prossimo a Norcia, nella frazione di Abeto, sono state rinvenute discrete quantità di suppellettili. Espressione di capacità e cultura più evolute e, appartenenti al solo Paleolitico, sono gli oggetti ritrovati lungo il corso umbro-laziale del Tevere, costituiti da utensìli in pietra dura di varia foggia e prodotti ornamentali. Di particolare interesse sono i numerosi reperti di una caverna, denominata “le Tane del Diavolo”, presso il Comune di Parrano (a nord di Orvieto, ai margini del fiume Chiani e della strada che collega Orvieto al Trasimeno), in particolare una statuetta di figura di donna, ma anche i primi oggetti in rame, quali pugnali, asce e piatti.

Le Tane del Diavolo di Parrano

Il passaggio all’età del bronzo – durante la quale si è avuto un incremento dei siti abitati sia all’aperto che in grotta, soprattutto nella Conca Velina (prov. di Terni) – è bene rappresentato dai ritrovamenti nelle “grotte di Belverde” nel Comune di Cetona (oggi in prov. di Siena, sulla linea di confine con l’Umbria, ma fino al 1418 conteso tra Siena, Perugia e Orvieto). Si tratta di ripari e cunicoli scavati nel travertino per la deposizione dei morti e per uso abitativo, come attestano i resti ordinati di cenere e carbone, quelli di terra per il mantenimento del fuoco, di cereali, di ossa sia umane che di animali; sono presenti anche asce, oggetti lavorati per fini ornamentali, utensìli vari, ma anche prodotti in ceramica con decorazioni ottenute per incisione nell’argilla ancora tenera.

L’età del ferro, che precede l’avvento degli Etruschi ed è in parte contemporanea alla presenza degli Umbri, offre, ovviamente, reperti in gran quantità e più diffusi su tutto il territorio regionale.  Di particolare importanza quelli rinvenuti nell’ampia necropoli – oltre tremila tombe con relativi arredi funerari – venuta alla luce a Terni in occasione degli scavi per la realizzazione delle acciaierie. Si tratta di suppellettili di varia natura, vasi biconici, spade, oltre a cavalli sepolti, di tradizione celtica. In un’altra necropoli, di Monteleone di Spoleto, con 44 tombe a pozzetto, è stato scoperto il rilievo metallico di un carro da guerra, che sta ad indicare il livello evolutivo raggiunto da quelle popolazioni.

PRIMA DI ROMA

Con la vittoria di Sentino (295 a. C., presso Sassoferrato, AN) il processo di unificazione dell’Italia centrale da parte dei Romani segna una tappa decisiva. Fino ad allora, e dall’VIII-VII secolo, l’Umbria come la intendiamo oggi era stata abitata e governata a occidente del Tevere dagli Etruschi e, ancora prima, a oriente dagli Umbri.

L’Italia preromana

Popolazione, questa, proveniente probabilmente dall’Europa centrale e già presente in altre regioni dell’Italia centrale e settentrionale. Della loro organizzazione sociale e politica non sappiamo molto, anche a causa del loro isolamento, “stretti” com’erano tra il fiume e l’Appennino.

Particolare delle Tavole Eugubine

Tuttavia, grazie alle Tavole Eugubine, scoperte nel 1444 vicino a Scheggia, o secondo altri presso il Teatro romano di Gubbio, abbiamo importanti informazioni, a partire da quelle sulla loro lingua. Si tratta di sette lastre di bronzo, quattro delle quali, e una per metà, sarebbero state incise nel II sec. a. C. in alfabeto umbro; le altre, posteriori di qualche secolo, sono in caratteri latini, ma fanno riferimento a un testo più antico. Il loro contenuto è essenzialmente religioso e riguarda le prescrizioni da osservare, i culti, l’ordinamento e le cerimonie religiose della comunità iguvina, con l’elenco dei gruppi che partecipavano ai sacrifici (importante la confraternita dei fratelli Atiedii) e di quelli che ne erano esclusi, con lo scopo di propiziarsi le divinità campestri per la fecondità della terra. Verso la fine del IV secolo viene costruita la prima cerchia muraria di Spoleto.

Gli Etruschi, di provenienza incerta e presenti anche in Toscana e nel Lazio settentrionale, godono di diffuso benessere economico, garantito peraltro dal consolidato potere politico e dalle intense attività commerciali. A differenza dell’isolamento degli Umbri, gli Etruschi coltivano con l’esterno anche rapporti culturali, principalmente con la civiltà greca. Nel mentre la storia di Roma è ai suoi esordi, le città etrusche – costruite in genere su siti collinari sicuri e strategicamente vantaggiosi per i collegamenti con altre regioni – vantano un notevole sviluppo urbanistico e architettonico: in particolare ma non solo, a Perugia e a Orvieto è ancora visibile un ricco patrimonio di giacimenti culturali di varia natura, sia religiosa (gli ipogei e i templi, in varie città) che politica e militare (l’Arco Etrusco a Perugia).

In tutti questi secoli col nome “Umbria” viene indicata tutta quell’area dell’Italia centrale ad est del Tevere, che arriva fino alla costa adriatica, tra il Piceno a sud (a pochi chilometri dall’attuale Ancona) e l’Emilia a nord, coincidente sostanzialmente con quella che sarebbe stata la sesta regione della divisione augustea dell’Italia, nel 15 a.C.

Umbria: una breve Storia (seconda parte)

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