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Basilica di San Domenico

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Uscendo da Corso Vannucci, scendendo la scalinata di Sant’Ercolano, che conduce all’omonima chiesa, e proseguendo dritti, entrerete in una delle vie più caratteristiche di Perugia, Corso Cavour. Pur essendo una delle strade più importanti del centro storico, presenta intatte le caratteristiche del vicoletto tipico dei borghi. Quando sarete a metà strada verrete colti di sorpresa dalla massiccia facciata di quello che è stato definito “l‘edificio religioso più grande di tutta l’Umbria”. La Basilica di San Domenico si presenterà ergendosi da piazza Giordano Bruno, anch’essa quasi nascosta e decorata da una vera di un pozzo del 1442.

In linea con la gli avvenimenti della città, anche la basilica di San Domenico può vantare una storia turbolenta. La prima versione venne costruita nel 1304, in stile gotico, subito accanto ad una prima chiesetta eretta dai Domenicani fra il 1230 e il 1260, in un luogo già molto famoso nella Perugia dell’epoca, in quanto molto vicino alla chiesa di S. Stefano del Castellare, sede di riunioni anche di elevato impatto politico cittadino. L’edificio, a causa di gravi danni strutturali, subì nel 1614 un importante cedimento, con il crollo quasi totale delle navate, e dovette essere ricostruito quasi interamente in quello che potete ammirare oggi.

Una doppia scalinata poggia sulla maestosa facciata e conduce al portone principale, costruito nel 1596. Entrando si avrà un senso di nudità decorativa, soprattutto se si pensa che questa chiesa era un tempo ricchissima di opere d’arte, quasi tutte requisite dal regno Napoleonico, nel suo breve periodo di dominio, o demaniate in epoca post unità nazionale. Alzando però leggermente lo sguardo sarete subito colti dalla magnificenza della vetrata colorata a decorare il fondo dell’abside. Alta 23 metri, fu dipinta nel 1411 da Bartolomeo di Pietro e Mariotto di Nardo. Insieme a quella presente nel Duomo di Milano è la più grande d’Italia e fra le più alte d’Europa. La dimensione è insolita per le chiese italiane che di norma non necessitavano di raccogliere troppa luce, anzi solitamente gli architetti preferivano finestre più piccole, proprio per limitare l’accesso al calore.

La struttura è divisa in tre navate a formare la classica croce latina, con il grande transetto finale e il maestoso presbiterio. Percorrendo la navata destra sono sicuramente degne di nota le tele di Giuseppe Laudati nella seconda cappella dedicata a S. Rosa da Lima, mentre superando la terza cappella dedicata a San Pio V si arriva alla quarta, residuo del vecchio edificio, dedicata alla Madonna del Voto e decorata da Agostino Duccio nel 1459. Proseguendo si raggiunge il transetto che, nella crociera destra, presenta numerosi resti di affreschi all’interno delle due cappelle e in fondo il monumento di Benedetto XI, opera di raffinata bellezza e maestria, si tratta appunto della figura del papa morto proprio a Perugia nel 1204, attribuita a Lorenzo Maitani, sorretta da un’edicola, sostenuta a sua volta dal sarcofago che ospita il corpo del defunto.

Proseguendo verso il centro si arriva al presbiterio, dove poggia l’altare maggiore progettato da Pietro Carattoli. Rivolgendo lo sguardo verso l’abside, proprio sotto la magnifica vetrata dipinta, si sviluppa ai tre lati il coro ligneo opera di Crispolto da Bettona. Dirigendosi verso la crociera sinistra si giunge all’altare sopra il quale è ammirabile La Pentecoste, un quadro di Suor Plautilla Nelli, del 1554. Ancora più in alto il grande organo dorato, di Sallustio da Lucignano e Luca Neri da Leonessa, costruito nel 1660. Proseguendo verso la navata di sinistra, in direzione dell’uscita, la prima cappella che si incontra è dedicata a Santa Caterina e presenta resti di affreschi appartenenti alla prima chiesa, attribuiti a Benedetto Bindo, del 1415. Proseguendo verso l’uscita si incontrano sulla destra la Madonna del Rosario tra i SS. Domenico e Caterina, dipinto da Giovanni Lanfranco nel 1647, nella quarta cappella, e il gonfalone posto sopra l’altare di Giannicola di Paolo, del 1494, nella terza cappella.

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