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Sentieri e Cammini dell’Umbria

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Attività preferite

La nostra era moderna, il quale unico obiettivo è aumentare la velocità dei nostri spostamenti e delle nostre comunicazioni – anche in vacanza – ha un suo lato nascosto. Proprio in questo periodo storico, per una sorta di reazione uguale e contraria a questo fenomeno, si sta gradualmente sviluppando una tipologia di viaggio estremamente diversa, nella quale le grandi distanze raggiungibili tramite i mezzi di trasporto e di comunicazione si accorciano sempre di più, in un percorso di riscoperta che vede la lentezza come una delle attitudini migliori con la quale visitare il luogo dove ci si trova. Chi decide di intraprendere un viaggio “slow” lo fa per dare un taglio netto alla propria quotidianità e per vivere un’esperienza del tutto diversa a quella a cui siamo abituati.

Viaggiare a piedi o in bicicletta richiede uno sforzo mentale e logistico non indifferente. È necessario individuare un percorso, dividerlo in tappe, recuperare moltissime informazioni sui luoghi che si percorreranno e organizzare tutto nel minimo dettaglio. La prima cosa di cui si ha bisogno è ritrovare quello spirito di avventura e quella curiosità che ha spinto gli uomini a esplorare i confini della terra che conoscevano e a oltrepassarli. Questo sforzo sarà ripagato da quella sensazione di pace mentale solleticata da un pizzico di adrenalina che proverete appena dopo aver infilato gli scarponi e dalla grande soddisfazione che avrete quando, rispettando tutti i piani prefissati, giungerete al termine di una tappa oppure alla conclusione del viaggio stesso.

Viaggiare lenti significa avere tempo di osservare, conoscere e apprezzare ogni centimetro del paesaggio nel quale siamo inseriti, sia esso un sentiero di montagna, un bosco fresco e profumato, un’assolata campagna, un piccolo borgo o una grande città. Viaggiare lenti significa tornare in contatto non solo con la natura, ma anche con la storia, perché questo è stato l’unico modo di viaggiare degli uomini per secoli. A viaggiare lenti si ha più tempo per riflettere, per conoscere sé stessi e chi ci sta intorno. Viaggiare lento è economico, sostenibile ed è una delle migliori attività che potete svolgere per visitare l’Umbria e godere a pieno delle sue bellezze.

Lungo le creste, i boschi, i pendii, le valli, i fiumi della regione verde si snodano kilometri e kilometri di sentieri naturalistici, vecchie mulattiere, stradine di campagna, luoghi ideali da percorrere a piedi, in bici, a cavallo, o con qualsiasi altro mezzo che non disponga di motore.

Elenchiamo qui sotto alcuni dei sentieri e cammini dell’Umbria che fanno tappa nei luoghi più importanti e significativi, alcuni dei quali sono fruibili in maniera circolare, come gli anelli di montagna, dove la partenza coincide con l’arrivo. Altri invece sono tragitti lineari, anche questi a tappe, che partono in un punto e arrivano in un altro che, in alcuni casi, continuano e si sviluppano fuori regione, come i grandi cammini europei. Distinguiamo per comodità due tipologie: i cammini e gli itinerari. I primi hanno un’attitudine più spirituale e storica. Essi ripercorrono le orme dei grandi uomini religiosi che hanno fatto del cammino e del pellegrinaggio il loro stile di vita, facendo tappa o addirittura cominciando il proprio percorso dall’Umbria. Si parla naturalmente di S. Francesco, dei suoi fratelli Protomartiri e di S. Benedetto. I secondi invece hanno un’accezione più naturalistica, corrono lungo sentieri incantevoli e ben curati e hanno quasi sempre un tema che dà significato a tutto il percorso.

La Via di Francesco

Collega i luoghi che hanno avuto un rilievo nella vita del Santo vissuto ad Assisi, patrono d’Italia e uno dei più famosi al mondo. Francesco, nato alla fine del XII secolo, fondatore dell’Ordine monastico Francescano, è stato un santo moderno e rivoluzionario. In un momento storico in cui la Chiesa era più attenta ai suoi domini territoriali che spirituali egli predicava la povertà assoluta e l’assistenza agli ultimi. Con una notevole preveggenza mise in rilievo il rapporto che l’uomo intreccia con il regno animale e vegetale, l’importanza dell’ambiente e della sua salvaguardia.

Francesco viaggiò molto nella sua vita, alternando momenti di solitudine e ascetismo a momenti di intense predicazioni. Il cammino alla riscoperta dei luoghi del Santo è molto particolare perché colloca la tappa di arrivo, Assisi, proprio al centro del percorso. Infatti la Via di Francesco è suddivisa in due parti. La Via del Nord, che parte dal santuario di La Verna, al confine con la Toscana, per poi, dopo circa 200 km e otto tappe, approdare alla città serafica. La Verna è un piccolo santuario situato in montagna nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, in provincia di Arezzo, che sorge su un luogo molto importante per il culto di Francesco. Qui vi era un romitorio in cui spesso il Santo si ritirava e, sempre su queste alture, due anni prima di morire Francesco ricevette le stimmate, il segno della sua santità terrena. La Via del Sud invece ricalca un altro tragitto che spesso il Poverello ricoprì, quello che da Assisi conduceva a Roma, città sede del Sommo Pontefice. Molte volte egli si mosse verso la Città Santa per essere ricevuto dal Papa, come nell’occasione ritratta da Giotto in uno dei suoi affreschi nella Basilica di S. Francesco d’Assisi, quando una delegazione di Frati minori guidata dal suo generale si recò da Papa Innocenzo III per ottenere l’approvazione della regola francescana. La via del Sud è lunga circa 300 km ed è divisa in circa 14 tappe. Almeno dieci di queste si sviluppano in Umbria, fra borghi e splendidi territori rurali e naturali, come Arrone, Piediluco, Trevi e Spoleto.

Il Cammino dei Protomartiri Francescani

Nel 1219 i frati Adiuto, Accursio, Berardo, Ottone e Pietro, fedeli discepoli di Francesco, partirono da Assisi per andare a predicare il Vangelo nelle terre dei Saraceni. Dopo aver predicato nella Spagna Meridionale, non senza difficoltà, oltrepassarono lo Stretto di Gibilterra per terminare la propria missione in Marocco, dove vennero decapitati il 16 gennaio 1220. Essi furono i primi martiri appartenenti all’Ordine Francescano, martirizzati quando ancora Francesco era vivo. Il cammino di Protomartiri Francescani è un percorso ad anello che si estende nella parte meridionale della regione e tocca tutti i luoghi dove i frati nacquero e vissero per i primi anni della loro vita: Stroncone, Narni, San Gemini, Cesi, Calvi dell’Umbria, toccando inoltre la città di Terni, dove è presente il Santuario Antoniano dei Protomartiri francescani. Luoghi incantevoli e poco toccati dal turismo convenzionale che nascondono piccoli tesori di storia e natura.

Il Cammino di San Benedetto

Benedetto nasce a Norcia nel quinto secolo e fa parte, insieme a Francesco d’Assisi, della schiera delle personalità antiche che hanno contribuito a costruire la grandiosità della religione cristiana nel mondo. Tutti e due sono i fondatori di importantissimi ordini monastici e tutti e due, a riprova della spiritualità che questa terra “naturalmente” emana, furono originari delle zone che oggi sono delimitate dal confine dell’Umbria. Benedetto era figlio di una nobile famiglia romana appartenente alla gens Anicia. Fin da subito egli maturò il rifiuto per le agiatezze procurate dalla sua posizione. A dodici anni fu mandato a Roma per studiare ma presto, rimase scontento della vita vuota e dissoluta che si conduceva in quei contesti. Cominciò così un viaggio di pellegrinaggio alla ricerca della sua dimensione, trovando l’illuminazione dall’incontro con il monaco Romano nella valle di Subiaco, non molto distante da Roma, il quale illustrò a Benedetto i precetti della vita ascetica e monastica, che si stava diffondendo in Italia in quegli anni, portata dagli eremiti di provenienza mediorientale. Benedetto rimase folgorato dalla profondità dell’incredibile esperienza e decise di ritirarsi in solitudine vivendo in una grotta per tre anni. Una volta che la sua “iniziazione” fu compiuta, egli continuò il suo viaggio che lo portò fino a Montecassino, nell’attuale provincia di Frosinone, dove fondò il primo monastero benedettino della storia e scrisse la sua famosa Regola, spesso riassunta con la frase ora et labora, che elenca due delle istruzioni principali che deve seguire chi entra all’interno di tali monasteri: pregare e lavorare. Oggi l’Ordine di San Benedetto, patrono d’Europa, è diffuso in tutto il mondo e la sua regola è la più antica e strutturata regola monastica mai esistita.

Il cammino di S. Benedetto è lungo circa 300 km, parte da Norcia, inserita nella splendida cornice dei Monti Sibillini, giunge fino a Subiaco, per poi terminare al maestoso Monastero di Montecassino. È composto da sedici tappe da percorrere a piedi – o sette da fare in bicicletta – delle quali le prime tre sono comprese all’interno del confine umbro. Grazie a questo splendido cammino potrete esplorare le meravigliose città di Norcia, Cascia, anche quest’ultima località natale di un’altra importantissima figura della cristianità, S. Rita, e Monteleone di Spoleto, il borgo più alto dell’Umbria. Dall’alto dei suoi quasi mille metri di altitudine godrete di una vista privilegiata, sia sulla valle sottostante che sulle solenni cime dei Sibillini.

Tratto umbro del Sentiero Europeo E1

Il Sentiero europeo E1 è un itinerario di oltre 7000 km che taglia il continente in verticale e si estende da Capo Nord in Norvegia a Capo Passera in Sicilia. In Italia, all’altezza della Toscana il tragitto ingloba il Sentiero Italia che corre lungo la cresta degli Appennini Umbro-Marchigiani. Conoscerete l’Umbria più antica e incontaminata, toccando luoghi come Scheggia e Pascelupo, Annifo, Colfiorito e Saccovescio, isolati vessilli di umanità in una cornice di natura inviolata.

Grande Traversata del Tevere

L’itinerario GTT si sviluppa all’interno del Parco fluviale del fiume Tevere e segue tutto il percorso regionale del fiume, collegando in sette tappe le eccellenze archeologiche, urbanistiche e naturalistiche che il parco ha da offrire.

Sui passi del Guerrin Meschino

Guerrino, coraggioso uomo d’armi e di ventura, dopo aver mostrato il suo valore in molte battaglie, parte alla ricerca del proprio passato perché intenzionato a scoprire le sue origini per poter sposare la dolce Elisena, principessa di Costantinopoli. Per fare ciò dovrà girare il mondo in lungo e largo alla ricerca di oracoli da interrogare per avere notizie della sua famiglia d’origine. E uno di questi oracoli è proprio la Sibilla, che abita le alte montagne dell’Italia centrale. Questo è un breve riassunto di un passo dell’opera di Andrea da Barberino, poeta italiano che nel 1410 scrive “Il Guerrin Meschino”, romanzo cavalleresco in otto tomi.

L’itinerario, che dalla Piana di Castelluccio arriva al minuscolo paesino di Foce, passando per le suggestive vette del Monte di Palazzo Borghese, si sviluppa in una sola tappa di 13,6 km, immagina di ripercorrere i passi del valoroso condottiero, pronto a tutto per salire sul Monte Sibilla e rintracciare l’oracolo che svolterà la sua vita.

Aggiunto ai preferiti con successo.

Per creare il tuo itinerario avremmo bisogno di qualche informazione in più: indica dunque le date che preferisci, quanti siete e dai un valore ai tuoi interessi, così potremo iniziare a comporre la tua timeline insieme.