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Chiesa di San Pietro Extra Moenia

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La Chiesa di San Pietro Extra Moenia sorge ai piedi del Monte Luco, presso l’ingresso meridionale della città di Spoleto, ed è considerata da molti come una delle chiese romaniche più belle dell’intera Umbria.

La Chiesa di San Pietro Extra Moenia venne eretta, per volere del vescovo spoletino Achilleo, in un’area cimiteriale già frequentata dal VII secolo e destinata alla sepoltura dei vescovi (numerose infatti sono le lapidi funerarie conservate all’interno dell’edificio).

La chiesa ha subito numerosi rifacimenti nel corso dei secoli ma l’aspetto attuale si deve ai lavori realizzati tra il XII e il XIII secolo, periodo a cui si datano le preziose composizioni decorative della facciata. L’alternanza di cornici orizzontali e lesene verticali crea una serie di pannelli decorati con bassorilievi dai soggetti più diversi che conferiscono alla facciata un aspetto unico nel suo genere, di stile romanico ma dall’eleganza rinascimentale.

Alla chiesa si accede tramite un’ampia scalinata seicentesca che conduce ai tre portali d’ingresso, quello centrale inquadrato da leoni, i due laterali da arieti. Il portone centrale presenta sull’architrave e tutto intorno bassorilievi con l’Albero della Vita e altri elementi simbolici quali il cervo che divora il serpente, il pavone simbolo di resurrezione, la rappresentazione del lavoro dell’uomo.

Ai lati del portale centrale si trovano pannelli rettangolari contenenti scene relative alla vita di S. Pietro, nei pannelli superiori a sinistra: la lavanda dei piedi e la chiamata di Pietro ed Andrea da parte del Cristo, mentre gli altri rappresentano scene simboliche legate alla religione cristiana ed alla fabulistica medievale: la morte del giusto, la morte del peccatore, il leone e il taglialegna, la volpe finta morta e i corvi, il lupo studente ed il montone, il leone ed il drago. Ogni elemento figurativo ha un suo significato simbolico ben preciso legato agli insegnamenti della chiesa medievale: il pentimento in punto di morte che salva i peccatori dalla dannazione eterna, la volpe simbolo di Satana che si finge qualcosa che non è per attirare a sé le anime degli uomini rappresentate dai corvi e così via. Al di sopra delle porte laterali, architravate e decorate da un arco a tutto sesto, si trovano due formelle raffiguranti San Michele Arcangelo che trafigge il drago e un Santo Vescovo.

La parte superiore è invece occupata da tre rosoni, quello centrale inquadrato da una cornice di gusto cosmatesco e dai simboli dei quattro evangelisti. Infine, nel timpano centrale è stato ricavato un pannello rettangolare che doveva forse ospitare un mosaico decorativo mai realizzato.

All’interno l’edificio si articola in tre navate absidate, separate da pilastri che sorreggono archi a tutto sesto e ospitano cappelle con altari decorativi. La bellissima cupola ellittica che sovrasta l’aula costituisce un unicum in Umbria.

All’interno si trovano opere d’arte di autori diversi appartenenti a secoli che vanno dal XII al XVII.

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