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Brufa, il cui nome originario era Castel Grifone, fu fondata dai Perugini nello stesso decennio in cui venne costruita Torgiano, tra il 1260 e il 1276. Fu decisiva la volontà del Comune di Perugia di rafforzare la propria posizione lungo il confine sud. Brufa infatti costituiva un importante punto strategico e si trovava su una strada collegata alla Via Amerina.
La sua conformazione, a cerchi concentrici di edifici e strade, non era usuale al tempo. Ci fa dunque pensare che sia sorta su di una struttura antecedente. Forse si trattava di un santuario agreste etrusco, come testimoniato da pietre falliformi rinvenute vicino alle mura del castello.

Come Torgiano, il piccolo borgo seguì le vicende di Perugia. Nel 1363 divenne così scenario delle sanguinose battaglie tra i perugini insorti e l’esercito di papa Urbano V. Nonostante la sua cinta muraria abbia subito danni durante la Guerra del Sale, oggi si presenta pressoché intatta.
Fin oltre la metà del Quattrocento, Brufa rimase sotto l’influenza delle famiglie perugine Cinelli e Baglioni. Ma quando Cinello Cinelli morì, i beni della famiglia andarono all’Ospedale di Santa Maria della Misericordia di Perugia.
Durante il periodo napoleonico Brufa fu annessa al Cantone di Deruta. Nel 1825 l’Ordine di Malta vi istituì una Commenda che fu affidata alla famiglia dei conti Meniconi Bracceschi. Con l’Unità d’Italia entrò a far parte del comune di Torgiano.

Come quest’ultimo, anche la tradizione di Brufa è basata sull’attività agricola, in particolare viticola, ed è attorniata da un mare di oliveti. Ciò che la rende davvero speciale, però, è il suo rapporto con l’arte: nel 1987 prende infatti il via la manifestazione “Scultori a Brufa. La strada del Vino e dell’Arte”, che ha portato alla realizzazione del Parco delle Sculture contemporanee.

L’evento, nato dalla collaborazione di Pro Loco e Comune, invita ogni anno un artista a collocare una sua opera in permanenza sulla collina di Brufa. Numerosissimi sono gli artisti che hanno reso omaggio a Brufa con le loro opere (tra questi Mario Pizzoni, Nino Caruso, Gino Marotta, Federico Brook e Beverly Pepper), simbolo dello scambio incessante dell’armonia tra uomo e natura; si tratta di un’esperienza artistica moderna e intensa, che non ha eguali. Ad una passeggiata contemplativa nel Parco, Exploring Umbria suggerisce di abbinare una visita alla collezione Joaquin Roca Rey. Lo scultore peruviano che ebbe un legame particolare con Brufa.

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