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Cattedrale di San Gervasio e San Protasio

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La cattedrale di San Gervasio e San Protasio sorge sulla piazza principale del borgo di Città della Pieve ed è un importante monumento che racchiude al suo interno numerose opere d’arte.

La storia narra che i fratelli gemelli Gervasio e Protasio, due martiri vissuti tra il III e il IV secolo a Milano, fossero figli di S. Vitale e S. Valeria. A seguito del crudele assassinio dei genitori, i gemelli vendettero tutte le proprietà della famiglia e diedero tutto il ricavato ai più bisognosi. Decisero di trascorrere i successivi dieci anni sotto la guida della preghiera e della meditazione. Ma a loro toccò uno sfortunato epilogo; vennero denunciati per la loro cristianità, furono torturati e infine crudamente uccisi. I loro corpi vennero dimenticati e vennero ritrovati solo grazie a Sant’Ambrogio il 17 giugno del 386. Il santo ricevette in sogno una rivelazione che lo portò a far avviare degli scavi nei pressi di un’antica zona cimiteriale, in cui sono stati poi rinvenuti i corpi.

La storia dei due santi divenne subito popolare e questi furono in poco tempo venerati in Italia e in molte altre località; vennero anche erette molte chiese in loro onore, come la chiesa di San Vitale a Roma, fatta costruire da una matrona chiamata Vestina.

Tra queste, anche la cattedrale di Città della Pieve è stata dedicata alla loro memoria e fu inizialmente edificata intorno al VIII secolo. In seguito, nel XIII secolo, venne ricostruita seguendo in parte lo stile gotico. L’esterno dell’edificio è stato realizzato con diversi materiali, la pietra arenaria e il laterizio, a seconda del periodo storico in cui sono avvenuti gli interventi. Nel XVI secolo, seguì un ulteriore rinnovamento, che portò alla costruzione di una scala esterna e al rialzamento della pavimentazione interna. Nel 1574 venne rifatto l’abside e nel 1584 essa fu riconsacrata. La chiesa divenne inizialmente una Collegiata e nel 1600 diventò Cattedrale. Nel 1679 a seguito di un crollo, il tetto, che originariamente era a capriate, venne ricostruito con una volta. Tra il secolo XVII e il XVIII si susseguirono degli altri intensi periodi in cui ci si dedicò al miglioramento della chiesa. Si cercò di renderla in parte somigliante alla Chiesa del Gesù di Roma, simbolo della Controriforma: l’iconografia sacra e gli altari in omaggio a Dio, negati durante la riforma protestante, riacquistarono la loro importanza.

Osservando la chiesa dall’esterno, si percepisce sobrietà e semplicità, ma una volta all’interno si viene sorpresi da un’unica navata ampia e maestosa, in cui colpiscono le bellissime pareti con tonalità scure delle lesene in contrapposizione con il bianco delle volte a botte lunettate, fatta eccezione per la “Gloria celeste” affrescata nel catino absidale da Antonio Circignani detto Il Pomarancio. La chiesa è a croce latina e sono presenti sei cappelle, posizionate rispettivamente a sinistra e a destra della navata. Il presbiterio è in posizione rialzata, su tre gradini. È presente un organo e le cappelle sono impreziosite da numerosi dipinti. All’interno della chiesa troviamo opere di Pietro Vannucci detto Il Perugino come il “Battesimo di Cristo”, la “Madonna in gloria fra i Santi Protettori Gervasio e Protasio con lo stendardo della città e i Santi Pietro e Paolo”, e “L’Addolorata”, scultura lignea del XVI, opere di Pomarancio, come lo “Sposalizio della Vergine”, i “Santi Domenicani in adorazione del Crocefisso”, di Salvio Savini, come la “Madonna in trono tra i Santi Francesco, Bonaventura e un Servita” e la “Vergine in Trono col Bambino, San Domenico e Santa Caterina da Siena”. All’interno della cattedrale sono presenti anche altri affreschi di Giannicola di Paolo, di Domenico di Paride Alfani, di Giacinto Gimignani, di Giovanni Teutonico e di Annibale Ubertis.

I corpi dei due santi protettori di Città della Pieve, San Gervasio e San Protasio furono traslati e conservati per secoli all’interno della chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, ma nel 1714, Città della Pieve ricevette alcune reliquie da custodire nella chiesa dedicata ai due Santi Martiri.

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